Il Dentifricio: caratteristiche storia e composizione della pasta dentifricia

Il dentifricio (solitamente in forma di pasta) è coadiuvante dello spazzolino nella detergenza dentale, è antiplacca e antibatterico, salvaguarda dalla carie e rinfresca l’alito; ne viene raccomandato l’uso al mattino e dopo i pasti principali.

Un po’ di storia

Le prime notizie sull’uso – sporadico – del dentifricio risalgono agli antichi egizi, Greci e romani studiarono invece diverse ricette per preparare sostanze dentifricie, perlopiù a livello medicamentoso, per contrastare problemi digestivi e di alitosi. Bisogna giungere al XIX secolo per superare il concetto medicinale e sostituirlo con quello igienico. Nei paesi anglosassoni nacquero così le “polveri dei denti” fatte in casa con gesso e sale, e successivamente, verso la fine del secolo, i primi prodotti commerciali nei classici tubetti che conosciamo.

dentifricio-pasta

Ma lavarsi i denti quotidianamente era ancora abitudine raffinata di una minoranza, del resto, bisognava anche vincere la credenza popolare che lavarsi troppo facesse male. In Italia, l’uso generalizzato dei dentifrici esplode soltanto in questo secondo dopoguerra, negli anni del boom economico, quando l’avvento della televisione favorì la pubblicità di prodotti che mettevano in risalto l’inderogabilità dell’igiene orale.

Status symbol divenne in quei frangenti una giovanissima Virna Lisi, col suo seducente sorriso e lo slogan a lei riferito: “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, che rese popolarità tanto a lei quanto al prodotto reclamizzato. Da allora, spazzolini e dentifrici entrarono nelle abitudini degli italiani, seguiti, una generazione dopo, anche da filo interdentale e colluttori.

Diatriba sulle proprietà del fluoro

Fin dalla sua introduzione, un secolo fa, il fluoro ha diviso l’opinione pubblica in sostenitori e detrattori. L’associazione dei dentisti americani ne sconsigliò l’uso, denunciandone la tossicità.
Oggi, medici e ricercatori si ritrovano ancora divisi in due opposte scuole di pensiero: chi sostiene che il fluoro sia il più valido principio attivo anticarie, e chi invece lo bandisce, in quanto causerebbe danni a denti, ossa e sistema nervoso.

Alternative naturali

La crescente consapevolezza di larghi strati della popolazione sugli effetti collaterali di prodotti sintetici, ha favorito l’introduzione di dentifrici alle erbe, non soltanto da parte di laboratori artigianali, ma degli stessi marchi industriali.
Fra le erbe più usate, troviamo la salvia. Nella Roma antica, era addirittura considerata sacra e poteva essere raccolta esclusivamente da sacerdoti, seguendo un preciso rituale. Le foglie vennero in seguito strofinate sui denti allo scopo di renderli più lucenti. Oggi è uno dei più validi principi attivi dei dentifrici alle erbe, in particolar modo nel lenire le gengiviti.

L’eucalipto ha un’azione rinfrescante, antibatterica e sbiancante per i denti. L’ echinacea, favorendo la produzione di anticorpi, combatte le infiammazioni. La camomilla è valida alleata delle gengive. La menta sbianca i denti e rinfresca l’alito. Anche il limone è un ottimo ingrediente per dentifrici.

Ognuno troverà quello più appropriato per sé.